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Alimentazione sana

Il digiuno intermittente: quando digiunare può farci bene

Numerose evidenze scientifiche oramai hanno provato l’efficacia del digiuno per favorire le vie metaboliche, migliorare la risposta all’insulina, ridurre la glicemia e il peso e favorire una longevità più sana.

Al giorno d’oggi, l’abbondanza di alimenti che abbiamo a disposizione ci porta talvolta ad esagerare e andare incontro a effetti negativi. Infatti, assumere calorie in eccesso (in particolare, carboidrati e grassi) provoca un aumentato stress ossidativo sulle cellule e anche mangiare troppe proteine porta ad un aumento del rischio di sviluppare malattie degenerative e tumori.

Invece, la riduzione dell’assunzione di calorie si è dimostrata efficace per prolungare la sopravvivenza di tutte le specie animali. Un modo per attuare questa riduzione è il digiuno intermittente. Esso favorisce l’autofagia, ovvero il processo di “pulizia” dai componenti danneggiati che si trovano all’interno delle cellule, permettendo la rigenerazione cellulare.

Le tipologie di digiuno intermittente che vengono applicate in ambito nutrizionale sono quattro:
- digiuno periodico: per 5 giorni si segue una dieta normale e poi per 2 si digiuna;
- digiuno alternante: ci si alimenta alternando un giorno di dieta normale e uno di digiuno;
- restrizione dietetica oraria: questa è forse la tipologia di digiuno di cui si sente parlare più spesso, i pasti sono concentrati all’interno di 8-10 ore, nelle restanti 14-16 ore si digiuna;
- digiuno a risparmio proteico: in cui l’unica fonte calorica sono le proteine.

Quando si pensa al digiuno intermittente, possiamo facilmente incorrere nel pensiero errato di alimentarci abbondantemente non appena finisce la fascia oraria dedicata al digiuno. Ma non funziona così.
Questo trattamento dietetico va inteso come un’azione atta a migliorare la nostra salute, quindi non bisogna esagerare, ma mantenere uno stile di vita sano con un apporto nutrizionale corretto.
Inoltre, seguire digiuno intermittente non significa escludere qualsiasi altra dieta, anzi, è bene associarlo ad una dieta equilibrata, come lo è la dieta mediterranea. Nella fascia oraria dedicata al digiuno, si possono comunque assumere alimenti leggeri e che favoriscono l’assunzione di liquidi, come zuppe di verdura, insalate e tisane. I regimi alimentari che prevedono dei periodi di digiuno vanno seguiti sotto controllo medico. Il professionista valuta lo stato di salute e consiglia la tipologia di dieta più efficace, modulandola in accordo con il paziente per riuscire ad ottenere i migliori risultati.

Prima di iniziare un trattamento simile, è bene fare una serie di controlli medici, misurando i parametri del proprio metabolismo (valutazione della glicemia, della transaminasi…) e un elettrocardiogramma.
Le tipologie di digiuno vanno bene per persone diverse e vengono prescritte con uno scopo diverso. Il digiuno alternante e quello periodico servono in caso di problemi metabolici, quello a risparmio proteico nei casi di obesità grave. Si tratta di trattamenti particolarmente indicati in caso di diabete e ipertensione.

Migliaia di anni fa, per l’umanità digiunare era la norma, ci si alimentava solamente quando in natura c’era disponibilità di cibo. Oggi, invece, abbiamo la possibilità di mettere in atto questo “ritorno al passato” per preservare la nostra salute.

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